Nipples&lipstick: l'accoppiata vincente per scegliere il tuo nude perfetto

Noi donne veniamo messe alla prova ogni giorno. Ogni giorno siamo costrette a misurarci con grandissimi problemi, con problemi devastanti. I miei tre jolly?

  1. Perché ogni volta che vado dal parrucchiere poi piove anche se il meteo dava bel tempo per tutto il mese?

  2. Che significa quella maledetta emoji dopo un messaggio composto da centinaia di parole?

  3. Perché non riesco a trovare un rossetto nude che non mi faccia sembrare Laura Palmer?

Se anche voi mie care lettrici vi ritrovate a dover risolvere questi inconvenienti, beh, mi dispiace, ho la risposta solo per una di queste domande. Ché comunque è meglio di niente, dai.

Situazione tipo: siete in un negozio che vende prodotti di make up, alla ricerca del Sacro Graal, il rossetto nude per eccellenza, quello che fa sembrare le labbra polpose e naturali, morbide e setose e per niente truccate. L’espositore prevede centinaia di nuance.

Che fate? Tirate su la manica e cominciate a devastarvi il braccio con tutte le sfumature con il risultato di sentirvi ancora più confuse di prima e chiedendo disperate alle commesse una salviettina struccante che non strucca assolutamente nulla.

Oggi dico basta all’indecisione! Oggi dico SOLLEVATE LA MAGLIETTA AMICHE! A quanto pare il nude perfetto per le nostre labbra è quello che più somiglia al colore dei nostri capezzoli, la parte più in linea con il sottotono della nostra pelle.

L’ha dichiarato il dottor Travis Stork durante la puntata di un noto show televisivo americano, The Doctors. Osservando il colore dei suoi capezzoli ha perfettamente azzeccato la nuance adatta. Qui la clip della puntata.

Simpatici metodi a parte: nei giorni scorsi (19-20-21 maggio) a Roma si è tenuta la Race for the cure, l’evento simbolo della Susan G. Komen Italia, organizzazione che opera dal 2000 nella lotta ai tumori del seno su tutto il territorio nazionale. Si tratta di una manifestazione di tre giorni ricca di iniziative dedicate a salute, sport, benessere e solidarietà che culmina con la tradizionale corsa di 5 km e la passeggiata di 2 km. A caratterizzare l'evento è la presenza delle “Donne in Rosa”, donne che hanno affrontato personalmente il tumore del seno e che, per lanciare un messaggio positivo, scelgono di rendersi intenzionalmente visibili indossando una maglietta ed un cappellino rosa. La prevenzione del tumore del seno deve cominciare a partire dai 20 anni con l'autopalpazione eseguita con regolarità ogni mese. E' indispensabile proseguire con controlli annuali eseguiti dal ginecologo o da uno specialista senologo affiancati alla mammografia biennale dopo i 50 anni o all'ecografia, ma solo in caso di necessità, in donne giovani. 

Tornando ai rossetti ora, amiche, non ci resta che provare: free the nipple!

 


SHUT UP AND TAKE MY MAKE UP! COME ESSERE SE STESSE MA MEGLIO

di Tamara Viola

Una donna dalla chioma sobria. Socializza molto, online e offline. Puoi leggere i suoi deliri su Citazionisti Avanguardisti.

Nel tempo libero si imbelletta, legge e fa parlare i biscotti.

Storie di runner fuori dall'ordinario: Kayla Montgomery

Sabato mattina a Monza ho visto il maratoneta più veloce del mondo correre la distanza di 42 chilometri e 195 metri come stesse facendo un giro di pista da 400 metri. Si chiama Eliud Kipchoge, viene dal Kenya, ha 32 anni e di mestiere fa l’atleta. L’atleta olimpico per la precisione, perché lo scorso agosto era a Rio de Janeiro per correre la maratona e ha vinto la medaglia d’oro con un tempo di 2:08:44. A Monza c’è stata una competizione organizzata dalla Nike per provare a scendere sotto il limite delle due ore e Kipchoge non ce l’ha fatta solo per 26 secondi. Ho ancora negli occhi la sua falcata perfetta e l’espressione serena, come di qualcuno che sta semplicemente facendo il suo lavoro. Questa mattina, quando sono andata a fare il mio allenamento allo stadio di Caracalla, ho pensato a lui e al gruppo di lepri - gli atleti che conducono una parte della gara dando il ritmo giusto ai campioni - che lo precedeva. Delle macchine perfette e una fonte di ispirazione per chi corre e prova a migliorarsi nella sua tecnica.

Le storie di altri runner, degli altri atleti in generale, sono delle motivazioni costanti per i miei allenamenti. Sono la spintarella a buttarmi giù dal letto la mattina presto, a non crollare davanti a Netflix sul divano la sera, e a non farmi interrompere per sfinimento gli allenamenti più duri. Una delle mie preferite ve l’ho già raccontata qui su Shoot the runner: la storia di Roberta Gibb, prima donna a correre la maratona di Boston nel 1966, quando la competizione era esclusivamente aperta solo agli uomini.

C’è un’altra atleta di cui ogni tanto vado a riguardarmi i video che la riguardano su YouTube. Si chiama Kayla Montgomery ed è la protagonista di un bel documentario della ESPN dal titolo “Catching Kayla”. Capirete più avanti perché il “catching”.

Kayla ha 15 anni quando le viene diagnosticata la sclerosi multipla. Una malattia che neurodegenerativa che porta lesioni a carico del sistema nervoso centrale. Può progredire fino a impedire qualsiasi movimento a chi ne affetto.

Prima di sapere della sclerosi Kayla era la runner più lenta della scuola. La scoperta della malattia l’ha motivata a correre più veloce perché voleva dimostrare che la malattia non l’aveva cambiata. “Invece di fermarmi, mi ha motivata a battere record” ha detto in una delle numerose interviste concesse alla stampa americana. Sì perché oggi Kayla è una delle atlete più veloci non solo della sua scuola, ma dell’intero North Carolina, lo Stato in cui compete. Guardare Kayla correre è emozionante: finché è in movimento va tutto bene, ma quando si ferma i sintomi dell'intorpidimento ai muscoli ricompaiono e ci vogliono almeno 10 minuti perché possa “sentire” di nuovo le sue gambe, come si vede in questo video. Il suo allenatore è sempre alla linea di arrivo e la prende tra le braccia - catching Kayla appunto - per rassicurarla sul fatto che le sue gambe sono ancora lì e che va tutto bene.


“Ogni volta che corro penso che potrebbe essere l’ultimo giorno, domani potrei alzarmi e non essere in grado di muovermi”. Kayla ha un motivo in più per pensarlo e corre perché oggi “può farlo”. Be’, a me sembra la motivazione più forte di tutte.


SHOOT THE RUNNER

di Donata Columbro

Giornalista e consulente digitale con una missione: aiutare le storie a incontrare i lettori. Scrive di Africa e attivismo digitale su  InternazionaleWired ItaliaVita.it. Corre per godersi Roma quando non c'è nessuno per strada e lo racconta spesso su Snapchat (@dontyna).

Vota le nostre ricercatrici per Ricerca il Futuro!

Dall’idea di Alessandra Pucci e Alessandra Di Pietro con la collaborazione attiva di Davines Italia che ha sposato il nostro progetto è nato Ricerca il futuro, un concorso riservato alle ricercatrici di tutta Italia per sostenere il loro prezioso operato che si concluderà con l’assegnazione di tre borse di studio e con una mostra fotografica realizzata da Federico Massimiliano Mozzano. Sei una ricercatrice? Hai tempo fino al 23 maggio per caricare sul sito il tuo progetto!

 

Intanto ti chiediamo di sostenere tre ricercatrici in particolare, nostre clienti.

Monia Procesi: il suo progetto è dedicato al Lago Ex-Snia. L’obiettivo è quello di fortificare l’importanza del Lago a livello ambientale, sottolineando l’essenziale necessità della sua salvaguardia. Per votarla clicca qui

Elena Genovese: il suo progetto è dedicato allo studio delle sindromi mieloproliferative croniche (MPN), un gruppo di disordini che originano dalla trasformazione neoplastica delle cellule staminali ematopoietiche. L’obiettivo è quello di individuare i meccanismi molecolari aberranti presenti nei pazienti affetti da Mielofibrosi con mutazione in Calreticulina al fine di sviluppare nuovi approcci terapeutici per la cura di questa patologia. Per votarla clicca qui

Marta Pischiutta: il suo progetto è dedicato allo studio sistematico e statistico degli effetti di sito ( geologia locale che può agire modificando e amplificando le onde sismiche in arrivo) estendendo il numero di stazioni sismiche analizzate. L’obiettivo è quello di ridurre il rischio sismico e di predisporre sistemi costruttivi idonei per le nuove abitazioni, e di modifiche strutturali per le abitazioni già esistenti nelle zone ad alta vulnerabilità. Per votarla clicca qui

Come votare

  • Registrati come votante sul sito Ricerca il futuro (menù in alto -> clicca su registrazione -> clicca su Registrati come votante -> inserisci i tuoi dati.

  • Attendi la mail di conferma,

  • Ora puoi votare! Scegli il progetto che ti piace di più e clicca sul cuoricino che trovi sotto la foto della ricercatrice.

  • FATTO!

  • Puoi votare anche accedendo tramite il tuo account facebook.

Semplice e veloce, no? Sosteniamo Monia, Elisa e Marta, sosteniamo le ricercatrici di tutta Italia!

Grazie per la vostra collaborazione, siete i clienti più belli del mondo!

The Handmaid's Tale: distopia e femminismo

C’era una volta, nel 1985, un romanzo dal titolo “Il racconto dell’ancella” di Margaret Atwood.

Qualcuno deve averlo letto e pensato “oh, non è nemmeno un po’ ansioso, facciamocene una serie tv”. E fu così che ad Hulu hanno deciso di produrre 10 episodi da 42 minuti.

Il concept è semplice ed inquietante: il mondo come lo conosciamo oggi non esiste più, esiste però una società che si è resa conto che le donne fertili sono pochissime. Perché allora non governare il tutto con un regime maschilista, estremista, cattivissimo, e schiavizzare le donne in grado di avere ancora bambini mettendole al servizio dei potenti in un mondo regolato da leggi tutte nuove e in cui le donne non contano più una mazza? MA CHE BELLA IDEA.

Il pilot è esteticamente splendido, i costumi sono perfetti nel rappresentare tutto il disagio che le ancelle sono costrette a vivere, tra stupri, violenze e lavaggi del cervello: indossano tuniche lunghissime rosse e cappelli che ricordano quelli delle suore, bianchi e coi paraocchi.

Tra tutte le ancelline, oltre ad una Rory Gilmore cresciuta, spicca la povera Offred, una FAVOLOSA Elisabeth Moss che sta zitta e buona solo per tentare di uscire da questo mondo orribile e recuperare sua figlia, rapita al primo frame del pilot. Peccato che ognuna di loro abbia un Eye, ovvero una spia, che ha il compito di controllare ogni minimo comportamento e denunciare eventuali stranezze.

Se ve la sentite di sobbarcarvi un immenso peso visivo, con questa fotografia che ti fa entrare violentemente nel mood Società Malata, guardatelo. In mezzo a tanta monnezza, un esercizio di stile così è una grandissima boccata d’aria. Pesante, ma bella.


IO VERAMENTE LA FAVOLOSITA'

LA FAVOLOSA RUBRICA SPIN-OFF DI IO VERAMENTE GUARDA

di Francesca Giorgetti

29 anni, ultimamente romana ma pratese per sempre. Appassionata a livelli patologici di serie tv e Maria De Filippi. Lavora in tv e scrive di serie anche su Io Veramente Guarda.

Il mio libro di parolacce da colorare, Procraste & Nobel

Ci sono dei giorni in cui tutto sembra andare storto: a partire dalla sveglia che non suona, ai mezzi che non passano, al capo che sclera, hanno finito la pasta integrale! e per finire scopri che le scarpe bellissime che avevi puntato e che ora sono in saldo, non sono disponibili nel tuo numero. Insomma, hai fatto il pieno.

Prima di lasciarti andare al turpiloquio in pubblico, fermati: abbiamo la soluzione per te!

Procraste & Nobel, piccola casa editrice francese, ha pubblicato il volume “Il mio libro di parolacce da colorare” per sfogarsi e rilassarsi.

Si tratta di tavole molto eleganti da riempire di colore che portano in bella vista tutta una serie di epiteti che ogni giorno vorremmo utilizzare.

Ecco alcuni degli epici insulti che troverai al suo interno: Bastardo, Brutta Stronza, Cacchina, Canaglia, Coatto, Coglione, Cretino, Dannazione, Deficiente, Disgraziato, Farabutto, Imbecille, Manica di incapaci, Mannaggia, Me ne frego, Merda, Merdoso, Mezza calzetta, Mollusco, Porca Miseria, Porca Puttana, Rimbambito, Rompiballe, Rompicoglioni, Scemo, Schifoso, Scimunita, Sfigato, Stronza, Tamarro, Testa di Rapa, Vaccona, Vaffa.

Lo trovate su amazon al costo di 7,80 euro.

Basta censure: da oggi invece di urlarlo coloralo!

5 idee regalo per la Festa della Mamma

Domenica è la Festa della Mamma! Se sei in crisi e non sai cosa regalarle, qui trovi cinque idee originali per un regalo speciale.

Una foto con lei

Qualche tempo fa, con il tuo smartphone, hai scattato un selfie con la tua mamma. La foto è talmente bella che sembra uno spreco lasciarla nella galleria. Bene, rivolgiti a Tonki! Stampano le tue foto su cartone riciclato e puoi piegarlo ed usarlo in mille modi diversi. Facile e veloce, arriva direttamente a casa tua. Più info su Tonki.com

Una rivista speciale

Se la tua mamma è appassionata di crafting, adora la calligrafia e le riviste fuori dal comune, l’abbonamento a Flow Magazine è quello che fa per lei! Trovi diversi bundle disponibili: non ti resta che scegliere.

Un giardino in casa

Lei ha il pollice verde: qualunque pianta curata dalle sue sapienti mani fiorisce rigogliosa. Benissimo! Sul sito Piccolo Vegs For Pots trovi semi di ogni genere, dalla frutta alle erbette aromatiche e attrezzature deliziose per orticelli da balcone e da terrazza per i più fortunati.

Un pieno di bellezza

Adora prendersi cura di sé e non esce mai di casa senza una perfetta manicure? I buoni di RiccioCapriccio sono perfetti: scegli il trattamento che più le piace e magari fallo con lei: il tempo speso insieme è il regalo più bello.

Una colazione gourmet

Vuoi farle una sorpresa dolce appena sveglia? Falle ricevere una colazione regale! Su Le Panier Gourmet Breakfast puoi scegliere tra diversi menù, tutti deliziosi.

Ti abbiamo aiutato? :) Buona festa della mamma!

Ricerca il futuro: il concorso di Davines per le ricercatrici

Due anni fa, Alessandra Pucci e Alessandra Di Pietro, con la collaborazione del fotografo Federico Massimiliano Mozzano, organizzano una giornata speciale di Un Taglio Solidale, invitando tutte le ricercatrici per taglio, piega e ritratto.

L’obiettivo era quello di realizzare una mostra fotografica con lo scopo di mostrare i volti delle donne impegnate ogni giorno in progetti scientifici atti a migliorare le condizioni di vita dell’uomo e dell’ambiente.

Da quella scintilla e dalla collaborazione attiva di Davines Italia che ha sposato il nostro progetto è nato Ricerca il futuro, un concorso riservato alle ricercatrici di tutta Italia per sostenere il loro prezioso operato che si concluderà con l’assegnazione di tre borse di studio e con una mostra fotografica realizzata da Federico Massimiliano Mozzano. Sei una ricercatrice? Bene! Hai tempo fino al 12 maggio per partecipare.

ATTENZIONE: L'ISCRIZIONE E' STATA PROLUNGATA FINO AL 23 MAGGIO!

Ecco cosa devi fare:

  • Leggi il regolamento del concorso: lo trovi qui.
  • Recati in un salone Sustainable Beauty Partner per ritirare il modulo di partecipazione (o scaricalo da qui): in omaggio due prodotti della linea OI, shampoo e conditioner in full size che Davines ha messo a disposizione per te!

  • Fai un selfie all’interno del salone che userai per caricare il tuo progetto sul sito.

  • Registrati e carica il tuo progetto sul sito.

Dall’ 8 marzo fino al 31 maggio il tuo progetto potrà essere votato dagli utenti. Il progetto con il maggior numero di voti entrerà a far parte della rosa delle otto ricerche scientifiche più meritevoli, che Davines selezionerà. Le otto ricercatrici diventeranno i volti della campagna «Ricerca il Futuro» che comparirà in tutti i saloni Sustainable Beauty Partner  di Davines nella settimana dal 7 all’11 novembre 2017.

Inoltre, hai l’opportunità di essere selezionata per diventare uno dei diciotto volti della mostra fotografica Ricerca il futuro realizzata da Federico Massimiliano Mozzano.

Dal 7 all’11 novembre si svolgerà la campagna di raccolta fondi: le clienti dei saloni Sustainable Beauty Partner portando un coupon in salone (scaricabile dai canali ufficiali Davines) riceveranno uno sconto di 10€ su un servizio colore o sull’acquisto di almeno due prodotti Davines e potranno contribuire donando fondi alla Ricerca.

Nel mese di Ottobre, durante l’Hair on Stage, evento Davines con convention dedicata che avverrà lunedì 2 Ottobre presso il Teatro Manzoni di Bologna, Davines presenterà tra gli otto progetti di ricerca, i tre più meritevoli a cui saranno destinati i fondi raccolti durante la campagna «Ricerca il Futuro», per un minimo di € 30.000, ed equamente distribuiti tra le tre vincitrici.

Teniamo molto a questo progetto e vorremmo che le ricercatrici che spesso si sono avvicendate nel nostro salone partecipassero. Sappiamo che i tempi sono ristretti ma l’occasione è eccezionale: fatevi avanti!

Maggiori info su Ricerca il futuro

Sal8 #2: forum su garantismo e giustizialismo, ecco com'è andata

Ieri, 5 maggio 2017, RiccioCapriccio Ecoparrucchieri ha ospitato nuovamente un incontro di Sal8, una discussione aperta e paritaria dove ognuno è invitato a dire la sua per mettere in campo idee e opinioni senza pregiudizi né stereotipi. Abbiamo parlato di giustizialismo e garantismo, chiedendoci se essere garantisti oggi voglia dire lasciare gli autori dei crimini impuniti o se un approccio giustizialista comporti una condanna senza prove definitive.

Il ruolo dei media è cruciale: informano sulle indagini o sono diventati aule di processi mediatici? Immigrazione, politica, fatti di cronaca nera: ogni notizia oggi ha un risvolto giudiziario, dunque come lettori e cittadini siamo tutti coinvolti. Avere un’idea su che tipo di giustizia vogliamo e crediamo è indispensabile per imparare a leggere in autonomia le notizie, avere un giudizio critico e farsi un’opinione propria.

Con noi le giornaliste Alessandra Di Pietro, moderatrice della serata, Antonello Caporale, saggista e giornalista de Il Fatto Quotidiano e Angela Azzaro, vice direttrice del quotidiano Il Dubbio.

Angela ha parlato di cambiamento del giornalismo, a partire dal periodo di Tangentopoli: l’approccio alle notizie è cambiato, passando da una modalità più cognitiva, basata principalmente sull’analisi dei fatti e sul racconto delle vicende alla ricerca assidua di un capro espiatorio, un colpevole da travolgere con il livore pubblico.

Al contrario, Antonello ha sottolineato che il lavoro delle istituzioni, scarso e superficiale, ha portato il singolo cittadino a disilludersi, a esporsi, a cercare un modo per difendersi da solo. Entrambi hanno concordato che il reale problema è una crisi dei valori diffusa nella società, che ha cancellato con il tempo il desiderio di credere e confidare nel lavoro dei nostri rappresentanti.

Eravate in tanti e molto partecipi: per questo vi ringraziamo e vi invitiamo a seguirci sui nostri social per tenervi in contatto. Dopo le vacanze estive proseguiremo con i nostri forum!

 

Hoppipolla: cultura indipendente per corrispondenza

Ok, vi aspettavate consigli di libri. Oggi invece parliamo di un progetto bellobello in modo assurdo, come quelli che piacciono a noi, che con la creatività e la cultura ha un legame bello stretto. Rullo di tamburiiiii… Ecco a voi Hoppípolla!

Cos’è Hoppípolla? Hoppípolla è una parola islandese di certificata intraducibilità che significa “saltare nelle pozzanghere”, proprio come facevamo da piccoli nelle giornate di pioggia.

E’ questa la sensazione che dà ricevere la scatola in abbonamento che contiene prodotti appositamente selezionati per scoprire nuovi creativi: un oggetto di design, una pubblicazione editoriale, un suggerimento per scoprire un gruppo musicale, un prodotto illustrato e un’altra piccola sorpresa.

I fondatori hanno una missione: quella di diffondere la bellezza di progetti indipendenti, coraggiosi e differenti e di condividerla con tutti noi.

Ci sono tre tipologie di abbonamento: un mese, tre mesi, sei mesi.

Pensate alla gioia di ricevere per posta degli oggetti ad alto tasso creativo scelti con amore per voi! 

A noi l’idea piace tantissimo.

Evviva Hoppípolla! :)

[photo credit Hoppipolla.it]

Il Dubbio e Il Fatto: due idee di giustizia a confronto

Essere garantisti oggi vuol dire lasciare gli autori dei crimini impuniti? Giustizialista è condannare senza prove definitive? I media informano sulle indagini o sono diventati aule di processi mediatici? Immigrazione, politica, fatti di cronaca nera: ogni notizia oggi ha un risvolto giudiziario, dunque come lettori e cittadini siamo tutti coinvolti. Avere un’idea su che tipo di giustizia vogliamo e crediamo è indispensabile per imparare a leggere in autonomia le notizie, avere un giudizio critico e farsi un’opinione propria.

Ne discutiamo nel #Sal8 di #RiccioCapriccio con Angela Azzaro, vice direttrice de Il Dubbio e Antonello Caporale, giornalista de Il Fatto Quotidiano: coordina la giornalista Alessandra Di Pietro.

Appuntamento 5 maggio alle 19.00 in salone, in via di San Giovanni in Laterano, 142. 
SAL8 è una discussione aperta e paritaria dove ognuno è invitato a dire la sua, un incontro per mettere in campo idee e opinioni senza pregiudizi né stereotipi.

L’ingresso è libero e gratuito fino ad esaurimento posti.

[flyer di Davide De Maina]

Correre a Roma, con la primavera che avanza

Siamo a fine aprile, le giornate si allungano, la temperatura si alza e la primavera sembra la stagione migliore per cominciare a correre. Attenzione, ho detto “sembra”. Perché per godere delle condizioni favorevoli che vi ho appena descritto avete circa un mese. Poi comincia l’inferno: il caldo, le zanzare e le amiche che vi invitano a bere uno spritz dopo il lavoro invece di incoraggiarvi a continuare con i vostri buoni propositi sportivi.

Ma ci sono due modi per non soccombere a questi ostacoli: il primo è puntare la sveglia presto e dedicare alla corsa le prime del mattino. Il secondo è trovare la motivazione negli scenari meravigliosi che Roma offre a noi runner per allenarci. Se non abitate vicino a nessuno dei posti che sto per consigliarvi, c’è sempre il metodo “prendo la metro o l’autobus vestita da runner per raggiungerli e torno a casa correndo”. Oppure risalite in metro dopo la corsa e il posto a sedere è assicurato (ehm, sì, parlo per esperienza).

I parchi

Il mio preferito è quello Villa Pamphilj: grande abbastanza per gli allenamenti medi e lunghi (dai 12 km in su), ottimo per quando volete allenare le gambe su percorsi collinari e intanto scattarvi un selfie a testimonianza che viviamo nella città più bella del mondo per correre con il cupolone che si intravede da via Aurelia Antica.

Ok, anche a Villa Borghese dalla terrazza del Pincio potete ottenere lo stesso effetto: ma è molto più frequentata dai turisti rispetto a Villa Pamphilj e andarci prima delle 8 di mattina è l’unico modo per averla tutta per voi.

A Villa Ada non ci ho mai corso, e questa è una mia grave mancanza, anche perché il gruppo dei Leprotti non solo si curano del parco ma sono aperti ad accogliere atleti di qualunque livello, per allenamenti che si svolgono su base quotidiana con partenza al laghetto, entrata di via Ponte Salario.

Il parco dell’Appia antica, dalla Caffarella fino agli Acquedotti, sono un luogo pieno di fascino, perché siete ancora in città ma in un attimo vi ritrovate nella pura campagna, con tanto di mucche e pecore al pascolo. Ci sono andata poche volte da sola, di più in gruppo, ma ammetto che è perché non li frequento moltissimo e ho più paura di perdermi che di fare brutti incontri.

Se i grandi parchi vi intimoriscono, un bel circuito all’ombra dei pini marittimi, fresco anche d’estate (sempre prima delle 8 di mattina eh!) è quello davanti alle Terme di Caracalla - secondo Google si chiama Parco di Porta Capena: tutto il giro è circa un chilometro, c’è una bella fontanella per dissetarvi e sarete in compagnia di altre decine di runner, non ché di crossfitter che usano gli attrezzi del parco per allenarsi.

Il centro

La conquista del centro di Roma di corsa è un privilegio: anche qui, consiglio di avventurarvi attorno al Colosseo, ai Fori Imperiali e in via del Corso (da cui potete poi raggiungere Villa Borghese) solo in orari che vi permettano di evitare turisti e traffico. Meglio il mattino che la sera, ma se proprio non ce la fate ad alzarvi presto e volete prendervi la soddisfazione di attraversare anche piazza Navona correndo ci sono gli appuntamenti di Roma Running by Night, il prossimo è il 28 maggio.

Un’altra bellissima iniziativa è quella delle ragazze di ArcheoRunning: un modo per conoscere l’archeologia di Roma correndo nella storia. Le prossime date sono disponibili sulla loro pagina Facebook.

Ma il mio luogo del cuore per attraversare Roma correndo è il Lungotevere: dal gazometro al laghetto di Tor di Quinto e oltre, ci sono luoghi di questa città che non avrei mai scoperto se non avessi dovuto allenarmi per chilometri e chilometri sulla pista ciclabile che costeggia il Tevere nei weekend prima della maratona. Ma attenzione perché mancano i ristori: c’è una fontanella a Ponte Milvio, ma se pensate di spingervi oltre dovrete portare con voi dell’acqua.

Le piste d’atletica

Correre su pista vi darà una sensazione di onnipotenza - quando vi sentirete Usain Bolt nei vostri scatti migliori - mista a totale disillusione quando il più lento dei ragazzini delle squadre di atletica vi supererà sfrecciando senza fatica. Tutto questo è possibile allo Stadio dei Marmi Pietro Mennea, all’interno del foro Italico, nella pista di atletica dello stadio di Caracalla oppure allo stadio Paolo Rosi in via dei Campi sportivi.

Ora non ci sono più scuse per non uscire a correre, giusto?

 


SHOOT THE RUNNER

di Donata Columbro

Giornalista e consulente digitale con una missione: aiutare le storie a incontrare i lettori. Scrive di Africa e attivismo digitale su  InternazionaleWired ItaliaVita.it. Corre per godersi Roma quando non c'è nessuno per strada e lo racconta spesso su Snapchat (@dontyna).

How to: double buns+glitter roots, la rivincita degli anni '90

glitter_roots

Erano i mitici anni ‘90: la pancia sempre scoperta, lucidalabbra imperante, balletti sulle note di Wannabe delle Spice Girls. Sembrava tutto superato ma, come si dice? “A volte ritornano”. Eccoci di nuovo a provare e riprovare i double buns con pioggia di glitter roots annessa.

Oggi vi insegniamo a realizzarli in poche mosse e con pochi prodotti. Pronte?

 

 

Ecco quello che vi serve:

  • 1 spazzola
  • 1 pettine a coda

  • spray texturizzante

  • lacca

  • gel per capelli

  • glitter in polvere

  • un pennello

  • forcine in quantità industriale

  • elastici

  • i vostri lunghi capelli (anche di lunghezza media vanno bene)

  • le vostre manine sante

Pettinate i capelli a lungo per evitare che si formino nodi. Spruzzante una generosa dose di spray texturizzante: noi usiamo questo di Davines Italia. Successivamente, divideteli con una riga: sbizzarritevi, va bene tutto. Raccogliete le code pettinando e portando i capelli verso la sommità della testa e fermatele con un elastico. Con la spazzola cotonatele per creare il volume necessario. Avvolgete la coda attorno all’elastico realizzando una specie di rotolino, simil girella motta. Fermateli con le forcine. Ci siamo quasi: adesso spruzzate lacca come se non ci fosse un domani. I double buns sono pronti!

Anche così sarete perfettamente anni ‘90 ma se volete completare il look prendete una ciotolina, versateci una noce di gel per capelli e aggiungeteci glitter: polvere colorata, stelline, confetti, lasciate via libera alla fantasia.

Con le dita o con un pennellino distribuite lungo la riga, da entrambi i lati, una generosa dose della sfavillante mistura che avete precedentemente preparato.  Lasciate asciugare e voilà, siete pronte per un remake di Spice up your life!


Provateci e mandateci prova fotografica, siamo curiosissimi!

RiccioCapriccio ti cerca: vuoi lavorare con noi?

Ciao! Conosci RiccioCapriccio? E’ un salone di parrucchiere che nasce con una dichiarazione di indipendenza in mente: voglio una testa tutta mia, lontana dai trend e dalle grandi marche del momento. Creiamo e inventiamo teste differenti, singolari e coraggiose, usando solo ed esclusivamente prodotti di origine naturale che si prendono cura di te senza danneggiare l’ambiente. Siamo in via di San Giovanni in Laterano 142, nel cuore di Roma, a pochi passi dal Colosseo. Il nostro staff è giovane e creativo, con una formazione di alto livello in costante aggiornamento. L’ambiente è amichevole e familiare: cerchiamo di fare il nostro lavoro divertendoci, senza mai rinunciare alla professionalità.

Stiamo cercando un@ nuov@ collaboratore, parrucchiere rifinito specializzato nel taglio: sei tu?

Questi i requisiti indispensabili:

-        il taglio per te non ha segreti: sei espert@ e lavori nel settore da almeno 5 anni,

-        sei creativ@ e ti piace sperimentare,

-        ti piace lavorare in team,

-        vuoi sempre migliorarti,

-        hai un’età compresa fra i 20 e i 40 anni,

-        cerchi un lavoro full time,

-        ti piace stare a contatto con le persone.

Nice to have

-        Da Riccio incontrerai persone provenienti da tutto il mondo: ci piacerebbe se tu parlassi inglese.

-        Siamo molto social! Se hai un account instagram o facebook oppure il tuo sito personale sul quale proponi i tuoi lavori saremmo felici di vederlo.

Cosa ti offriamo

-        Contratto d’assunzione,

-        Bonus aziendali e personali,

-        Corsi di formazione nazionali e internazionali a nostro carico per i più meritevoli.

Come candidarsi

Invia il tuo curriculum corredato da una foto recente alla mail info@ricciocapriccio.com.

Lascia perdere il formato europeo: scrivici chi sei, di cosa ti sei occupat@ fino a quel momento, dove ti sei format@, quali sono le tue ambizioni e i tuoi desideri.

Vuoi candidarti con un video? Fallo! Ci piace chi ha spirito d’iniziativa.

Dopo un primo colloquio conoscitivo ti chiederemo di portare in salone una persona che ti faccia da modella, sulla quale realizzare un taglio medio/corto. Potrai utilizzare i nostri strumenti (prodotti, lavaggi, phon, spazzole) ma ci aspettiamo che sia tu a portare le tue forbici. Ogni stylist dovrebbe avere le sue :)

Aspettiamo la tua candidatura! Per ulteriori informazioni e delucidazioni scrivi a tamaraviola@ricciocapriccio.com

13 Reasons Why: il bullismo in America

Con 13 Reasons Why laggente in America sta impazzendo. Sembra quasi che si siano accorti solo ieri del fatto che il periodo del liceo sia LAMORTE. In questo caso, purtroppo, in senso letterale.

Hannah Baker è bellina, di una simpatia forzata che ti fa urlare “anche meno bastava” ad ogni piè sospinto ed è nuova in città. Già dal primo frame è chiaro che la povera ragazza si è suicidata dopo essere stata bullizzata. La colpa, a quanto dice lei, è semplicemente di TUTTI QUANTI.

Proprio per questo, Hannah decide di lasciare a mezzo liceo delle cassette registrate, obviously quando era in vita, per spiegare loro il perché dell’estremo gesto. Cassette che tutti dovranno ascoltare per capire che parte hanno avuto nel suo suicidio. Pare lecito dire che la gravità delle infinite situazioni in cui Hanna si ritrova e che racconta ai suoi compagni è piuttosto soggettiva e dipende molto, moltissimo dalla sensibilità di ognuno di noi.

Io soffro ad ogni scena perché in generale la vita la prendo male, ma molte delle cose che capitano ad Hannah succedono nella realtà, purtroppo, a qualunque ragazza dell’universo mondo. Non importa che indossi il cappellino di lana, le giacche da uomo, i pantaloni a zampa e uno zainetto da scema: qualcuno, prima o poi, le romperà i coglioni.

Proprio per questo del bullismo è NECESSARIO parlare, ora, sempre e per sempre. Ovviamente la seconda stagione è praticamente scontata, visto il successo d’iddio che sta riscuotendo la serie. Sarà contentona Selena Gomez che all’inizio doveva esserne protagonista, in caso il progetto fosse diventato un film, e che si è reinventata produttrice esecutiva una volta che Netflix si è accaparrata i diritti del romanzo da cui è tratto.

Vedetene ed angosciatevene.


IO VERAMENTE LA FAVOLOSITA'

LA FAVOLOSA RUBRICA SPIN-OFF DI IO VERAMENTE GUARDA

di Francesca Giorgetti

29 anni, ultimamente romana ma pratese per sempre. Appassionata a livelli patologici di serie tv e Maria De Filippi. Lavora in tv e scrive di serie anche su Io Veramente Guarda.

Kat Von D: prendi i miei soldi, sono tua

C’è stato un tempo in cui passavo i pomeriggi ad ammirare la signora Kat Von D in tv che tatuava gente. Quella donna ha rappresentato la seconda girl crush della mia vita (la prima è stata Skin degli Skunk Anansie). Ora la cara Kat ha deciso di rendermi una donna povera: finalmente la sua linea di make up, Kat Von D Beauty, è sbarcata in Italia da Sephora.  Perché sono spinta a donarle tutti i miei averi e a intestarle una casa a sua insaputa?

Tre motivi:

  • L’intera linea non è testata sugli animali. Molti prodotti sono adatti anche ai vegani. In generale, gli inci sono ben curati.
  • La varietà di colori è vastissima: accontenta praticamente tutti, dalle super darkettone alle amanti del nude look.
  • Il packaging è super! (lo so, ho un problema con le confezioni, invadono il mio bagno ma che ci volete fare, a ognuna il suo)

Per scoprire tutti i prodotti della linea basta un giro da Sephora, online e non: io provo a consigliarvi tre prodotti che secondo me vale la pena di provare.

Fondotinta e correttore Lock-It

I fondotinta sono la parte più rilevante dell’intera collezione. Per la varietà di colorazioni innanzitutto: 30, suddivisi per sottotono, colori chiarissimi che sul mercato italiano sono praticamente una rarità, altissima copertura, no trasfert e tenuta estrema. Li trovate anche in versione compatta. Stessa storia per i correttori, 21 colori ultra pigmentati, anche loro suddivisi per sottotono. Grazie Kat, che ogni volta trovare fondo e correttore giusto è una lotta senza pari.

Shade+Light Eye contour Palette

All’apparenza può sembrare l’ennesima palette di colori naturali, una delle centoquarantamila che le case cosmetiche hanno prodotto e di cui i nostri beauty case sono pieni ma Miss D l’ha studiata in modo differente: queste non sono polveri colorate e basta, queste sono correttive, ideali per creare giochi di luci e ombre, proprio come quando si disegna (e si tatua) un volto. La texture è vellutata e ultrasottile, i colori più freddi possono essere utilizzati anche sul viso per realizzare il famoso contouring (sì, quello delle strisciazze marroni che vediamo su instagram). I colori si adattano a tutte le carnagioni e hanno un’ottima tenuta.

Everlasting liquid lipstick

Fiore all’occhiello della collezione, questi rossetti liquidi in 26 colorazioni (dal geranio al melanzana) promettono tenuta a prova di bomba. Non sbavano, si asciugano regalando una finitura matt ma non seccano le labbra.

E voi, avete già dato un’occhiata alla collezione? Cosa vi porterete a casa? :)


SHUT UP AND TAKE MY MAKE UP! COME ESSERE SE STESSE MA MEGLIO

di Tamara Viola

Una donna dalla chioma sobria. Socializza molto, online e offline. Puoi leggere i suoi deliri su Citazionisti Avanguardisti.

Nel tempo libero si imbelletta, legge e fa parlare i biscotti.

2 Broke Girls: outfit per sei stagioni molto pop

Sono sei anni che 2 Broke Girls, creatura di Michael Patrick King che già dette i natali al sempre attuale e sempre sobrio Sex & the City, gliel’ammolla.

Le divise giallo ocra e rosse di Max e Caroline sono ormai un outfit cult che ha ispirato mezzo mondo specie per sfangarla a carnevale e Halloween: infatti millemila fans ogni anno mi si travestono dalle due broke girls.

Oltre alle divise, quello che rimane forever in mente ad ogni puntata sono i vestiti e i tacchi e i cappelli e le borse di quella macchietta ambulante che è Sophie Kaczynski, interpretata MAGISTRALMENTE da Jennifer Coolidge che ad ogni entrata in scena scatena applausi ed ilarità generale nel pubblico che assiste alle riprese, manco fossero i gloriosi anni ’90.

I riferimenti pop attuali che più attuali non si può (roba che nei dialoghi sono inserite gag su cose realmente accadute in America 4 giorni prima, mica cazzi), le protagoniste perfette che tra l’altro si amano anche nella vita vera, e i personaggi secondari prevedibili quanto favolosi rendono i 25 minuti settimanali sempre incredibilmente godibili. E se il conteggio finale dei soldini che quelle due rintronate riescono a mettere da parte è ormai passato in secondo piano, vedere che ogni puntata riescono a sfangarla riempie sempre di gioia.

La settimana scorsa è andata in onda l’ultima puntata della sesta stagione e io voto per “six seasons and a movie”!


IO VERAMENTE LA FAVOLOSITA'

LA FAVOLOSA RUBRICA SPIN-OFF DI IO VERAMENTE GUARDA

di Francesca Giorgetti

29 anni, ultimamente romana ma pratese per sempre. Appassionata a livelli patologici di serie tv e Maria De Filippi. Lavora in tv e scrive di serie anche su Io Veramente Guarda.

Quattro accorgimenti per rinforzare i capelli in primavera

Con il cambio di stagione ci ritroviamo spesso a lottare con i nostri capelli, che si presentano deboli, sfibrati e secchi. Niente panico: abbiamo dei piccoli accorgimenti per sopravvivere a questo periodo senza drammi.

1) Perdo tantissimi capelli! Perché?

Respira: è fisiologico. In questo periodo i recettori del capello sono più sensibili allo stimolo degli ormoni androgeni che provocano una caduta temporanea del capello. Quelli che cadono verranno ripristinati nei mesi successivi.

2) Un’alimentazione sana aiuta?

Certo che sì! In questo periodo è bene consumare alimenti ricchi di proteine, vitamine (A, C, E, H e gruppo B) e minerali come ferro e calcio (legumi, cereali, spinaci, pomodori, frutta secca, ad esempio). Anche un integratore specifico fa la sua parte.

3) La mia spazzola è piena di capelli, aiuto!

E’ bene utilizzare sempre delle spazzole che agiscano in modo delicato sul fusto, senza provocare traumi che potrebbero spezzare i capelli. La nostra arma vincente è la Tangle Teezer, colorata e ideale da portare con sè in borsetta.

4) Basta, adesso taglio tutto!

Aspetta! Non è necessario imitare Britney Spears nel 2007: è sufficiente prenotare una seduta dal parrucchiere per eliminare le punte danneggiate, regalarsi un bel trattamento rinforzante e farsi consigliare i prodotti adatti. Noi troviamo eccellente la linea Naturaltech di Davines: suddivisa in quattro tipologie (Energizing, Renewing, Repumpling e Nourishing) regala una sferzata di energia e rinnovamento ai capelli.

E tu, quali sono i trucchi salva-chioma che utilizzi in questo periodo? :)

Tutto quello che sai sulla corsa è falso

Tutto quello che hai sempre creduto di sapere sul mondo della corsa è falso. Se a Oxford hanno eletto “post-verità” come parola dell’anno, chi siamo noi runner per non credere che da questo neologismo resti escluso anche il nostro sport preferito?

1. Corri, così puoi mangiare tutto quello che vuoi

In questi giorni nel gruppo whatsapp dei miei colleghi atleti si è scatenato il dibattito sui motivi che ci hanno portato a correre per la prima volta. Il più ricorrente era “mangiare di più” e per qualcuno in modo specifico “mangiare cioccolato”. Certo, come motivazione iniziale può essere perfetta. Salvo scoprire, al primo appuntamento con il nutrizionista, che l’elenco dei cibi proibiti per chi si allena è infinito, ma soprattutto non ci è permesso aumentare a dismisura le quantità di dolci e carboidrati con la scusa del “reintegro”. L’amara verità è che per correre bene e veloci non bisogna essere in sovrappeso (questo si lega anche al punto due).

2. La corsa fa bene

Se ve lo dice il fisioterapista è perché sta pensando alle sue prossime vacanze alle Maldive, sappiatelo. La corsa fa bene perché qualsiasi cosa che vi faccia alzare dal divano è salutare, ma non è uno sport “completo” e se non viene compensata con altre attività (nuoto, yoga, bici) il vostro corpo ne potrebbe risentire. Ve lo dice una che a qualche giorno dalla maratona ormai sta facendo più stretching e plank che chilometri. Che tortura!

3. Se sei allenato non senti più la fatica

No, ne abbiamo già parlato, c’è fatica e fatica. Più ti alleni, più alzi l’asticella dell’obiettivo che vuoi raggiungere, più l’allenamento diventa duro. Un runner che migliora il suo tempo dovrà adeguare tutti gli allenamenti a quel nuovo ritmo e se lo incrociate al parco durante una seduta di ripetute sicuramente non lo vedrete sorridere. Questo punto potrebbe spaventarvi, invece dovete essere contenti: la corsa è uno sport democratico, anche un atleta medaglia d’oro alle Olimpiadi è stanco morto quando arriva al traguardo. Perché ci ha messo tutto se stesso.

4. I runner sono felici di alzarsi presto la mattina per andare a correre

Succede una volta su 52, tante quante sono le settimane dell’anno. La cosa più probabile è che quello è l’unico momento disponibile della giornata per correre e siano molto allenati a portare le gambe fuori casa prima che il cervello se ne renda conto. A me capita di essere molto felice DOPO essere andata a correre la mattina, soprattutto quando ho la colazione davanti.

5. Correndo produci così tante endorfine che sembri sempre in botta

Magari! Credo che questo sia vero a) per alcune persone e b) per alcuni periodi. Non spaventatevi se non succede, di solito può capitarvi a qualche settimana dopo i primi allenamenti, quando ci sono dei miglioramenti evidenti, oppure quando partecipate a gare e sfidate voi stessi, ma altre volte potrebbe non accadere nulla. Dipende molto anche dal momento di vita in cui vi trovate. Per godersi la corsa è utile saper godersi la vita in generale :)

6. La corsa è uno sport solitario

Sì e no. Sì, se vuoi allenarti da solo e quando partecipi alle gare corri meglio se ti isoli come un monaco zen sulle montagne tibetane. No, se impari che lo sport vissuto insieme agli altri può darti quella motivazione in più quando proprio non riesci a uscire di casa. Sono molto grata alla “Crew romana” che ho incrociato prima su Facebook e poi nei vari parchi di Roma per quando mi ha spinto molte volte a uscire alle 7 del mattino le domeniche di inverno per incontrarli a Caracalla o al parco degli Acquedotti.

7. La corsa è uno sport economico

Ho messo questo punto per ultimo così non rischio che lo legga mio marito. “Stai tranquillo tesoro, mi bastano un paio di scarpe buone, un cambio tecnico ed è fatta, altro che palestra”. Così ho esordito tre anni fa quando ho cominciato a correre. Poi sono arrivate le prime garette, e quindi il costo dell’iscrizione. Anzi prima quello del certificato medico agonistico. Poi il secondo cambio tecnico, e pure il terzo. Ma vuoi non comprarti le calze a compressione? E i manicotti? E quando cominci ad allenarti per i lunghi serve assolutamente il migliore gel in commercio. Per non parlare del fatto che per correre bene non basta “uscire e correre”, appunto ma alternare un’altra attività, quindi abbonamento in piscina, palestra, ecc. E il fisioterapista, i massaggi, i viaggi per le gare fuori città.

Ma chi siamo noi per non volere “il meglio” dallo sport che pratichiamo? :)

Bonus track: con il tifo il gara i runner corrono meglio

Questo è assolutamente vero. Domenica corro la mia prima maratona qui a Roma. 42 chilometri 195 metri che mi sembreranno infiniti, se nessuno viene a incitarmi e convincermi che sì, ce la posso fare, urlando “daje” dalle transenne lungo il percorso. Che fate, venite anche voi? 


SHOOT THE RUNNER

di Donata Columbro

Giornalista e consulente digitale con una missione: aiutare le storie a incontrare i lettori. Scrive di Africa e attivismo digitale su  InternazionaleWired ItaliaVita.it. Corre per godersi Roma quando non c'è nessuno per strada e lo racconta spesso su Snapchat (@dontyna).

Riccio cambia orario!

Riccio cambia orario!

Gli impegni di lavoro e di famiglia sono tanti e non sempre è facile riuscire a incrociare sull’agenda la riunione in ufficio e l’esigenza di dedicare un po’ di tempo alla propria bellezza.

Abbiamo quindi deciso di cambiare il nostro orario: dal 4 aprile ogni martedì staremo insieme dalle 12:00 alle 20:45.

Da tempo pensavamo a questo cambiamento: vorremmo sempre accontentarvi tutti.

Speriamo di semplificarvi la to do list e di accogliervi come sempre con tutta la nostra energia!

Vi piace l’idea?

a presto :)