#Sour

#Sour: quella sera lei gli chiese se fosse stata un cocktail, quale.

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“Quella sera lei gli chiese, se fosse stata un cocktail, quale.”

 Mai nome fu più azzeccato nella storia dei cocktail, come in questo caso.

Dama bianca, signora elegante e raffinata, che nasconde sotto una veste candida, una sinfonia di gusti incredibili. Tutto si gioca su toni agrumati, che vanno a intrecciarsi con il pungente gin.

 Conosciuto anche come Delilah, Chelsea sidecar e Lillian forever, il White Lady è un parente molto stretto del Sidecar, ma al posto del Cognac, viene utilizzato il Gin. Particolare non da poco, dato che all’abbraccio caldo è vellutato del Cognac si sostituisce l’algido tocco nordico, dai profumi di bosco e ginepro, del gin.

 La storia del White Lady è terreno di battaglia! La prima ricetta scritta, compare nell’inebriante Savoy Cocktail Book di Harry Craddock, ma si vocifera che l’ideatore fosse l’inossidabile Harry MacElhone. Purtroppo vivremo tormentati da questo amletico dubbio!

Occhio al grado alcolico!

Come molte cose belle e affascinanti il White Lady può essere pericoloso.. ha infatti un volume di alcol piuttosto alto, può essere bevuto all’aperitivo, ma non bisogna esagerate.

•   4 cl di gin

3 cl di triple sec

2 cl di succo di limone appena spremuto


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#SOUR: Una storia d’amore fra illustrazioni e cocktail

di Roberta Soru

Perennemente dietro un monitor o china su uno smartphone ha fondato ctrl+f.

Illustratrice e bevitrice, con l’ossessione per il #foodporn, ha anagrammato il suo cognome, si è messa con un barman e ha creato #Sour, la loro storia tra illustrazioni e cocktail.

#Sour: tra i lidi di Sabaudia, sorseggiando un Daiquiri, fu subito Cuba

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“Tra i lidi di Sabaudia, sorseggiando un Daiquiri, fu subito Cuba”.

Il Daiquiri, il cocktail preferito di Ernest Hemingway. Difficile stabilire l’origine esatta, dato che si è iniziato a preparare sour appena si imparò a distillare rum dalla canna da zucchero. Cocktail caraibico per eccellenza, facile da realizzare, dal gusto puro e genuino. Un elisir cristallino ed essenziale.

I marinai inglesi presero in prestito la ricetta caraibica già nel 1700, per combattere lo scorbuto. Producevano un grog, forte e ricco di vitamina C, da bere durante le lunghe traversate. Dopo la rivoluzione cubana, il cocktail passò dalle sabbie di Cuba ai cocktail bar più cool di New York, conquistando la città.

Come per tutti i sour valgono le solite due regole, per un cocktail perfetto: usare agrumi perfettamente maturi e rispettare le dosi, per mantenere il giusto equilibrio.

4,5 cl di rum

2 cl di succo di lime

0,5 cl di sciroppo di zucchero


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#SOUR: Una storia d’amore fra illustrazioni e cocktail

di Roberta Soru

Perennemente dietro un monitor o china su uno smartphone ha fondato ctrl+f.

Illustratrice e bevitrice, con l’ossessione per il #foodporn, ha anagrammato il suo cognome, si è messa con un barman e ha creato #Sour, la loro storia tra illustrazioni e cocktail.

#Sour: Arrivati a sera, nulla era più adatto di un Whiskey Sour ghiacciato.

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“Era stata una giornata di caldo asfissiante. Arrivati a sera, nulla era più adatto di un Whiskey Sour ghiacciato.”

La storia del Whiskey Sour è vecchia come il whiskey. Il metodo di preparazione è quello dei primi cocktail: zucchero nel bicchiere, succo, whiskey e ghiaccio sbriciolato o almeno, questa era la prima ricetta scritta da Jerry Thomas nel suo libro “How To Mix Drinks Or The Bon-Vivant’s Companion”.

4,5 cl di bourbon whiskey

3 cl di succo di limone

1,5 cl di sciroppo di zucchero


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#SOUR: Una storia d’amore fra illustrazioni e cocktail

di Roberta Soru

Perennemente dietro un monitor o china su uno smartphone ha fondato ctrl+f.

Illustratrice e bevitrice, con l’ossessione per il #foodporn, ha anagrammato il suo cognome, si è messa con un barman e ha creato #Sour, la loro storia tra illustrazioni e cocktail.

#Sour: La prima volta che si sono incontrati, lei ordinò un Negroni

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“La prima volta che si sono incontrati lei ordinò un Negroni.”

Il conte Camillo Negroni, era solito ordinare come aperitivo al caffè Casoni, a Firenze, un Americano rinforzato da una buona dose di gin. Per differenziare il drink del conte, il barman Fosco Scarselli, sostituì la buccia di limone con una fetta di arancia.

Fu così che nacque il mito di questo drink tutto italiano.

3 cl di gin

3 cl di bitter Campari

3 cl di vermut rosso

fetta d’arancia


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#SOUR: Una storia d’amore fra illustrazioni e cocktail

di Roberta Soru

Perennemente dietro un monitor o china su uno smartphone ha fondato ctrl+f.

Illustratrice e bevitrice, con l’ossessione per il #foodporn, ha anagrammato il suo cognome, si è messa con un barman e ha creato #Sour, la loro storia tra illustrazioni e cocktail.