francesca marciano

Francesca Marciano, Isola grande isola piccola

#checosastoleggendo

"La sua nuova vita la stava aspettando dietro l'angolo. Bastava solo saltarci dentro. Non c'era nulla da temere". @DeLempicka

Francesca Marciano Isola grande isola piccola Bompiani pag. 325 euro 18,00

Le rondini continuano a sfrecciare sotto il tetto. Sembrano impegnate in una specie di nascondino, o forse in un rito di accoppiamento perché non paiono stancarsi. Non sono abituata a vedere uccelli saettare dentro gli aereoporti. Diciamo pure che è un'esagerazione chiamare aereoporto un tetto di paglia retto da quattro colonne di cemento, e il pensiero dell'aereo sul quale stiamo per imbarcarci mi fa venire l'ansia. Se queste sono le dimensioni dell'aereoporto dell'Isola Grande e stiamo andando all'Isola Piccola, che razza di aereo potrà mai essere quello che ci porta fin lì? Osservo gli altri passeggeri. Non saremo più di dieci e anche questo mi preoccupa. Vedo grossi uomini nei loro kanzu bianchi (sto già usando la lingua locale grazie al libretto Teach Yourself swahili che ho comprato a Dar es Salaam) e la kofia, che ho appena appreso essere il loro copricapo ricamato a piccoli punti. A giudicare dalle dimensioni delle loro pance e degli orologi d'oro si direbbero piuttosto benestanti. Un paio di loro hanno accanto le mogli, creature minute, avvolte in una mantella nera che qui si chiama bui-bui. Gli uomini parlano ad alta voce, soprattutto tra loro o dentro dei vecchi Nokia - solo pochi hanno uno smartphone - mentre le donne non battono ciglio. Sono immobili come statue di sale circondate da grandi fagotti e scatoloni. Intravedo ceste piene di manghi, cartoni che contengono elettrodomestici, un ventilatore elettrico, un bollitore, un lettore dvd. Devono aver fatto shopping nel continente. Sull'Isola Grande non ho visto posti dove comprare articoli come bollitori e ventilatori. Solo pochi negozi di souvenir e un supermercato semivuoto. Una voce crepitante che arriva dall'altoparlante annuncia qualcosa in swahili, e l'uomo accanto a me scuote il capo con sdegno.