Salvate il soldato Mariah: All I want for Christmas is you

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Make my wish come true

All I want for Christmas is you

Mariah Carey

 

Li avvertite nell’aria già dai primi di dicembre, quei campanellini. Non ci sono ancora ma sapete che stanno per arrivare: antenne drizzate, perché presto invaderanno l’FM e le compilation di Natale. Iniziate a vedere pandori e panettoni già da novembre, dite addio alla dieta, ma finché non sentite quei campanellini in radio o a tradimento nei mix di Spotify di sicuro ignorate l’inclemenza delle feste. Poi arriva la rottura delle cateratte, l’invasione di dling dling dling, i torroni si impilano sugli scaffali. È Natale. E nella musica significa scongelare Michael Bublé, sfoderare i classici di Sinatra, rockeggiare con i The Darkness (autori di uno dei pezzi contemporanei più natalizi di sempre) e i Pogues finché non arriva quell’intro semi-gospel che ci frega tutti. Mettete in pausa un attimo: throwback. Anno 1994. Una boccolosissima e fascinosa ugola d’oro pubblica un singolo destinato a vendere da allora, ogni santo Natale, tra le 200 e le 500mila copie. Moltiplicatelo per gli anni di uscita e contate: circa 16 milioni di copie vendute in totale, 60 milioni di dollari di diritto d’autore. Bravi, bel regalo avete fatto a Mariah Carey e alla sua All I Want For Christmas Is You.

Ventitré anni dopo, Mariah sta ancora lì. La sua carriera è ad un punto di down assoluto tra figuracce live, una voce non più cristallina, fidanzati cambiati più rapidamente delle canzoni con lo shuffle e qualche sfortuna di troppo. Una diva al tramonto, Mariah. Ma che dovremmo ringraziare a vita, pure se schifiamo la sua musica, per questa hit natalizia dalla scienza precisissima, una chimica alchemica delle sette note che resiste al tempo meglio dell’oro dei mercati finanziari. Una settimana prima di Natale 2017, stando ai dati di Billboard, la canzone è alla numero 2 della classifica delle più vendute in America e rischia di riconquistare la numero uno. Ventitré anni dopo, sia chiaro. Perché All I Want For Christmas Is You è ancora oggi una delle canzoni di Natale più amate, diffuse e ascoltate di ogni dicembre? Non solo perché ne sono state fatte cover di tutti i tipi e mai potenti quanto l’originale. Lo spiega la scienza della musica: tra matematica musicale, armonia e melodia, la canzone-scialuppa di Mariah Carey è ancora oggi imbattibile e insuperata. E il suo segreto è essere nata già come classico: l’irresistibile progressione degli accordi affonda le radici nella tradizione di Bing Crosby, i trucchetti melodici delle strofe riportano agli inni religiosi (ve lo giuriamo, pensate ad Adeste Fideles e poi ascoltate la Carey, troverete delle somiglianze che vi stupiranno). È un brano senza tempo. Lo sappiamo, lo odiate cordialmente, ma lo ascolterete comunque. Non sono solo i campanellini: tutto in All I Want For Christmas is You grida CANZONE DI SUCCESSO a luci spiegate (rosse e bianche, s’intende). Fregatura suprema: il testo parla di amore, in realtà è il racconto dolce di un desiderio per le feste, di una distanza che non si riesce a colmare travestita da un’allegria quasi disperata. Qui è la chiave. All I Want For Christmas Is You è purissima Mariah Carey al top della sua carriera di cantante e autrice (sì, la canzone l’ha scritta lei assieme al produttore Walter Afanasieff poi anche a fianco di Céline Dion, insomma uno che se ne intendeva parecchio di hit pop), che la canzone la canta al massimo della sua vocalità, del suo corpo, della sua espressività. Nessuna come lei, nemmeno la Mariah Carey di ventitré anni dopo. Che continua imperterrita ad aggrapparsi a questo gigantesco successo per non affondare definitivamente una carriera ormai ampiamente terminata. Ma è Natale, siamo tutti più buoni.

Salviamo il soldato Mariah Queen Of Xmas e ascoltiamo ancora una volta All I Want For Christmas Is You (anche le cover vanno bene, dai). Nella realtà dei fatti, questa canzone descrive davvero quello che desideriamo a Natale: stare con chi vogliamo noi, senza interferenze, mangiando panettone sul divano.

Buon Natale, Mariah.


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MUSIC IS MY RADAR

di Arianna Galati

Scrivo di musica e parlo in radio: due dei lavori più belli del mondo. Collaboro con OnstageMarieClaireNanopress e QNM. Se non sono in giro a caccia di storie, coccolo il gatto o cucino verdure.