Pelo e contropelo

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La prima volta che mi sono depilata le gambe avevo 14 anni.

Fu una specie di rituale di passaggio. Entrai con un timido sorriso in un luogo sconosciuto al quarto piano senza ascensore di un palazzo della Magliana: all'epoca non c'erano tanti centri estetici come ora e comunque erano troppo cari - molte estetiste lavoravano in una stanza della loro casa e per un assurdo contrappasso poteva succederti che mentre eri lì mezza nuda e a gambe aperte sul lettino ti osservasse beffarda una fila ordinata di peluche dalla mensola.

Provai un dolore tutto nuovo (ceretta a caldo, solo chi l'ha provata sa di cosa parlo) e ne uscii con le gambe lisce e doloranti, passaporto di una nuova identità.

Con quel gesto mia madre mi aveva fatto entrare nell'età matura: più che il menarca fu la depilazione a segnare il mio ingresso nel mondo delle donne, nel quale i peli non erano ammessi.

Se penso agli universi di significato relazionati a questo dettaglio anatomico così apparentemente insignificante un po' mi impressiono e un po' mi viene da ridere (un pelo è un pelo è un pelo è un pelo). Ricordo di aver fatto l'amore con il ragazzo più bello del mondo tenendo su per tutto il tempo degli orrendi calzini scozzesi che mi arrivavano al ginocchio, pur di non mostrargli i miei polpacci pelosi. Ricordo il senso di liberazione della prima volta in cui (era passato un decennio buono dalla debacle del calzino scozzese) me ne andai in giro con la gonna corta, le gambe nude fieramente irsute e l'orgoglio di chi sa che sta rompendo una stupida norma sociale.

Il pelo da estirpare “non tanto per una questione estetica ma perché è anti-igienico” (vi giuro che l'ho sentita) e all'estremo opposto il pelo che può diventare – in un'ansia normativa al contrario – un marcatore necessario di liberazione femminista, con la conseguenza di farti sentire a disagio se arrivi all'assemblea con lo stinco splendente.

E vogliamo mica parlare del pelo incarnito, punizione divina dalla quale non ti salva nessuno scrub. E ancora: conoscere una che ti piace e alla vista della caviglia lanosa cantare troppo presto vittoria (ho conosciuto lesbiche che si depilavano anche le braccia mentre posso dire che l'esuberanza pilifera è ormai appannaggio anche delle etero piú irremovibili).

La prima volta che mi sono depilata la fica di anni ne avevo 24 e anche quello fu uno strano rituale. Volevo vedere bene com'era. Volevo sentirla liscia sotto le mie mani e volevo che fosse più invitante per la bocca del tipo che amavo (che si lamentava troppo spesso dell'effetto pelo interdentale).

Il risultato fu fallimentare: per un giorno liscia, per due settimane un prurito tremendo dovuto alla ricrescita, che mi faceva scappare in bagno per grattarmi i primi tempi e poi direttamente ficcare le mani nelle mutande anche in situazioni in cui non era consigliabile, con la disperazione di chi non può resistere. Il tipo che amavo lo prese come uno strambo omaggio che lusingò il suo Ego - ma continuò comunque a leccarmi troppo poco. Una sconfitta su tutta la linea.

Nel porno di oggi il pelo ha diritto di cittadinanza solo come perversione nella specifica categoria hairy: il pelo è vintage (una vulva pelosa fa subito Anni di piombo) oppure simpaticamente freak.

Questa regola non scritta non risparmia nemmeno i performer di sesso maschile, ai quali viene raccomandato di depilarsi perché in questo modo... il pene sembra piú grosso.

In un dibattito pubblico in cui noi Ragazze del Porno ci confrontavamo con Valentina Nappi, per rompere il ghiaccio cominciammo proprio parlando di peli. Io rivelai che per essere “più mainstream” in Insight mi ero sottoposta a una brasiliana impietosa (nel senso di depilazione), Valentina ribattè che questa dei peli era una fissa femminista e che lei in alcuni set era andata addirittura senza depilarsi l'ano. Addirittura.

Qualunque sia il vostro posizionamento sul tema - pelo sì, pelo no, pelo solo d'inverno perché fa freddo, depilazione al laser, lametta, col miele, treccine o permanente - sentitevi libere di fare del vostro corpo quello che volete, con la sola attenzione a non farvi del male. Non lasciate che nessuna ideologia o moda vi dica come dovete essere per piacervi e per piacere ma trattate il vostro corpo con il rispetto che merita il piú prezioso degli alleati. Che tu sia pornostar, fidanzata scocciata o orsa polare il tuo corpo racconta la tua storia: è uno spazio di libertá di cui aver cura e da conservare.

Con tutto l'amore possibile.


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FRONTE DEL PORNO

di Slavina Perez

Pornografa femminista e (quasi di conseguenza) educatrice sessuale, Slavina vive tra l'Italia e la Spagna promuovendo attraverso spettacoli e laboratori una svergognata consapevolezza sui temi del corpo, del genere e del sesso. Su facebook con la pagina Intimidades Compartidas.