Correre al buio, da sola

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Ma non hai paura a correre al buio, di mattina presto?

Me lo chiedono diverse persone su Instagram, dopo aver visto un video in cui parto da casa un po’ prima delle 7 per andare ad allenarmi in strada, prima della giornata lavorativa. È vero: non era ancora cambiata l’ora e per uscire prima dell’alba non c’era nemmeno bisogno di puntare la sveglia troppo presto. Il problema è che dalle 6.30 alle 7.30 le luci artificiali si spengono e c’è sempre un momento in cui sulla città regna il buio assoluto. 

E cosa fai, te lo perdi? È il primo pensiero che mi viene in mente. Prima di avere paura dello sconosciuto che cammina nel mio stesso vicolo deserto, senza traffico. Prima di pensare che se si ferma una macchina di malintenzionati e mi carica, non faccio nemmeno ad invertire e accelerare il passo. Sì, invertire, perché sono femmina e una delle prime istruzioni che ho mandato a memoria per la mia sicurezza è che “se si affianca un macchina tu vai nella direzione contraria, fare inversione o andare in retromarcia la rallenterà”. Ci penso ogni volta che ne incontro una correndo in un luogo poco frequentato.

A volte ho corso in un parco deserto e ho tenuto in mano una pietra per tutto il tempo. Ho corso più lentamente di quanto avrei dovuto, per tenermi un po’ di fiato in caso pericolo.

Se sei un uomo penserai che sia paranoia. Se sei donna, ti riconoscerai in questo modus operandi del nostro cervello, un motore automatico che parte per salvarci la vita quando non ci sentiamo sicure. Un modo di ragionare che è al tempo stesso fondamentale ma ingiusto: odio avere paura, ho scritto alla mia amica Simona dopo il suo messaggio su Instagram. “Odio sentirmi limitata”, mi ha risposto.

E allora perché ti metti in pericolo? E no, non sono io a mettermi in pericolo. Non cominciare a darmi la colpa. Io vado a correre quando ho tempo. Ma anche quando posso godermi le condizioni che rendono questo sport una medicina per la mente: la presa della città - della più bella del mondo, secondo me - quando anche i turisti dormono e il traffico non mi costringe a fermarmi a ogni incrocio.

Non rinuncio a godermi il paesaggio, però prendo le mie precauzioni.

Al mattino presto o la sera tardi non corro da sola sul lungotevere, vicino al fiume, dove so che difficilmente potrei tirarmi fuori dai guai, se dovessero capitare. Al buio viaggio sempre con una luce frontale: basta davvero poco per farsi notare da auto e motorini. Se so di stare fuori casa per molto tempo (o se so di allontanarmi molto) porto con me il cellulare, anche se adoro sentirmi irraggiungibile quando corro.

E poi credo questo: se siamo in tante, a correre “al buio”, non siamo sole. Non metterti in pericolo, ma non rinunciare alla tua libertà.


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SHOOT THE RUNNER

di Donata Columbro

Giornalista e consulente digitale con una missione: aiutare le storie a incontrare i lettori. Scrive di Africa e attivismo digitale su  InternazionaleWired ItaliaVita.it. Corre per godersi Roma quando non c'è nessuno per strada e lo racconta spesso su Snapchat (@dontyna).